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24/04/2018

Il cervello canta

Che effetto ha cantare sul nostro cervello?

Recenti studi condotti dal gruppo di ricerca di Kleber sugli effetti del canto sulla plasticità strutturale cerebrale dei cantanti di opera, dimostrano che l’esperienza del canto modifica il cervello permettendoci di apprendere.

Tramite la voxel-based morphometry, una tecnica di neuroimmagine per studiare le differenze anatomiche cerebrali, è stato studiato il cervello di un gruppo di cantanti professionisti classici a confronto con quello di persone che non cantano, comparando il volume della materia grigia dei circuiti neurali del canto (“singing network”) è stato trovato un aumento del volume in alcune regioni nell’emisfero destro nei cantanti come la corteccia somatosensoriale primaria ventrale (l’area che mappa la laringe), il giro sopramarginale rostrale adiacente, la corteccia somatosensoriale secondaria e la corteccia uditiva primaria.
In poche parole un apprendimento precoce del canto sembra essere correlato ad un volume aumentato di S1 (la corteccia somatosensoriale primaria).
In contrasto con gli studi sui musicisti questa correlazione iniziava soltanto nei cantanti che iniziavano ad apprendere il canto dopo l’età di 14 anni, cioè quando lo sviluppo del sistema motorio del parlato ha raggiunto il suo primo plateau.